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Dolori mestruali

La comparsa di sintomi durante le mestruazioni viene definito con il termine medico dismenorrea che in particolare si riferisce al dolore a livello dell’utero ma non solo.

Dolori mestruali

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Nella maggior parte dei casi i dolori mestruali possono essere molto forti tanto da condizionare la qualità della vita quotidiana e talvolta si presentano anche sintomi associati come diarrea, nausea, vomito, mal di testa, mal di schiena, stanchezza e vertigini.

Sintomi dolori mestruali

Come prima cosa bisogna individuare se si tratta di dismenorrea primaria o secondaria.

Dismenorrea primaria

La dismenorrea primaria, comparsa di forti dolori mestruali sin dalle prime mestruazioni, un dolore di tipo crampiforme, spasmi colici dolorosi nella regione sovrapubica che si verifica entro le 8-72 ore dalla comparsa delle mestruazioni con un picco nei primi giorni all’aumentare del flusso mestruale. La diagnosi di dismenorrea primaria viene fatta attraverso una completa anamnesi così come tramite un esame pelvico e addominale completo dai quali viene esclusa la predisposizione per fattori di rischio secondari. La dismenorrea primaria non ha una causa ben precisa ma è stata associata ad un eccesso di prostraglandine in particolare le PGF2a che promuovono contrazioni a livello del miometro riducendo così il flusso di sangue a livello dell’utero e generando ipossia uterina. Tale ipossia è responsabile del dolore crampiforme tipico della dismenorrea primaria. È più presente nelle donne dai 10 ai 20 anni mentre con l’aumentare dell’età diminuisce tale condizione.

Dismenorrea secondaria

La dismenorrea secondaria, mestruazioni dolorose posteriori al menarca, è più comune con l’invecchiamento, ha una causa clinicamente identificabile e spesso i sintomi sono legati a patologie dell’apparato riproduttivo (endometriosi, cisti ovariche, fibromi uterini, restringimento della cervice uterina, etc) oppure a patologie non ginecologiche (tumori, infiammazioni, aderenze cicatriziali, sindrome del colon irritabile, etc). Tra di esse vi sono anche cause muscoloscheletriche e viscero somatiche che talvolta non vengono prese in considerazione ma possono anch’esse contribuire all’insorgenza di un ciclo mestruale doloroso.

La comparsa dei dolori mestruali

Dunque una volta definito se la dismenorrea è primaria o secondaria occorre stabilire il momento della comparsa del dolore, precisando se la sintomatologia sia premestruale, intermestruale, postmestruale.

Dolore premestruale

Il dolore premestruale si verifica dall’inizio del flusso mestruale (e allora è intenso e di breve durata) o compare 24 ore prima delle mestruazioni per scomparire quando il flusso è già consistente. Questo tipo di dolore è in genere legato alla congestione dei fluidi o venosa della regione genitale dovuta a squilibri ormonali. Può anche essere dovuta a spasmi intestinali, durante la fase luteinica.

Dolore intermestruale

Il dolore intermestruale compare a metà delle mestruazioni, si intensifica verso la fine e scompare con l’arrestarsi del flusso stesso. Questo tipo di dolore può verificarsi in concomitanza di endometriosi, di problemi alle inserzioni uterine o ptosi.

Dolore post mestruale

Il dolore post mestruale ha inizio quando il flusso è quasi alla fine e può durare un giorno o alcuni giorni. Può anche essere secondario ad endometriosi ma soprattutto occorre verificare la presenza di infezioni e fissazioni lombari.

Che caratteristiche hanno le tue mestruazioni?

Sono dolorose? Il dolore si attenua con il riposo? Il dolore compare o aumenta di notte? è continuo o discontinuo? È associabile a un senso di pesantezza, di stiramento? È un dolore localizzato nel basso ventre o c’è anche irradiazione a livello lombare, perineale, otturatorio, lungo il decorso del nervo sciatico? È presente solo dolore all’utero o è accompagnato da sintomi generali come vomito, diarrea, emicrania, lipotimia, dimagrimento? In che periodo del ciclo mestruale si presenta il dolore all’utero?

Le perdite vaginali che caratteristiche hanno? Quanto durano? Sono abbondati o scarse? Di che colore sono, sangue nerastro o rosso? Ci sono coaguli? Hanno odore? C’è prurito?

Ogni sintomo o stato d’animo che si presenta durante tutta la durata del ciclo mestruale può essere indicativo e di aiuto per comprendere come poter alleviare i dolori mestruali.

Tuttavia è bene sapere che le mestruazioni non dovrebbero essere dolorose e talvolta sono proprio cause muscoloscheletriche o emozionali che possono mantenere la presenza di forti dolori mestruali.

Dolori mestruali rimedi: ecco cosa può fare l’osteopatia

l’osteopatia può attenuare o curare dismenorree e dolori genitali quando sono coinvolti i meccanismi articolari e viscerali poichè si recupera la mobilità di tali strutture. Inoltre integrando con la ginnastica emozionale derivante dalla medicina biologica emozionale si mobilizzano quelle emozioni che sono rimaste “bloccate” nel corpo e che potrebbero contribuire ad alterare l’omeostasi dell’organismo nel suo complesso.

In questo caso cosa si valuta durante il trattamento osteopatico?

La mobilità delle seguenti articolazioni

  • Colonna vertebrale
  • Sacro
  • coccige
  • Articolazione lombo-sacrale
  • Articolazione sacro-iliache
  • Articolazione sacro-coccigea
  • Sinfisi pubica
  • Articolazioni sacro-tuberositarie
  • Articolazioni coxo-femorali.

È intuibile come una corretta attività fisica che contribuisca a tenere mobili tutte queste articolazioni possa contribuire a migliorare il dolore mestruale oltre ai benefici che si otterrebbero sull’intero organismo.

Un’altra struttura che viene tenuta in considerazione è l’intestino tenue poiché quando c’è una fissazione bassa del tenue, tutte le pressioni enteriche si esercitano sul fondo uterino secondo un asse falsato.

Questo fa intendere come anche l’alimentazione stessa possa influire sull’andamento doloroso durante il ciclo mestruale (ovulazione compresa) poiché a livello dell’intestino tenue avviene l’assorbimento dei cibi che ingeriamo.

Quando conviene effettuare il trattamento osteopatico

L’ideale sarebbe effettuare il trattamento osteopatico una settimana dopo la fine delle mestruazioni e per valutare i risultati di un trattamento, bisogna avere l’accortezza di rivedere le pazienti durante lo stesso periodo ormonale. L’ideale sarebbe effettuare un minimo di 6 trattamenti per riscontrare un beneficio effettivo e duraturo, valutando di volta in volta le strutture dell’organismo che necessitano di maggior supporto per raggiungere il normale stato di benessere.

In conclusione si può dire che per avere dei benefici effettivi è bene prendersi cura di sé a 360 gradi dall’alimentazione all’attività fisica, dalla sfera emozionale attraverso la medicina biologica emozionale (ginnastica emozionale) alla messa in asse dei muscoli e delle articolazioni per esempio attraverso trattamenti osteopatici o il metodo Bertelè.

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