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Scoliosi

La scoliosi indica una deviazione laterale della colonna vertebrale che ha la caratteristica di non essere modificabile spontaneamente.

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Si tratta di una patologia conosciuta fin dai tempi antichi il cui tratto distintivo è la deformazione della colonna vertebrale nelle tre dimensioni, che coinvolge in molti casi più vertebre mobili.

Tipi di scoliosi

Come prima cosa bisogna distinguere tra scoliosi strutturale e scoliosi non strutturale.

La scoliosi strutturale

La scoliosi strutturale si presenta con una deformità ossea che può essere congenita o acquisita oppure subentrare quando vi è un’eccessiva debolezza muscolare, come nel caso di persone che hanno una tetraplagia a lungo termine.

La scoliosi strutturale è un vero e proprio dismorfismo della colonna vertebrale che manifesta alterazioni specifiche: la presenza di vertebre a cuneo e la rotazione delle vertebre rispetto all’asse della colonna. In particolare il corpo vertebrale è ruotato nella convessità della curva con i processi spinosi che vanno verso la concavità della curva. Vi è una prominenza fissa di rotazione sul lato della convessità che è più visibile nella flessione anteriore. Lo spazio tra i dischi intervertebrali è ristretto dal lato della concavità e allargato sul lato convesso. È presente una distorsione dei corpi vertebrali e nel caso in cui la curvatura laterale eccede i 60° la capacità vitale è considerevolmente ridotta e potrebbe verificarsi anche una compressione e un posizionamento alterato degli organi all’interno della gabbia toracica.

Da cosa può essere causata una scoliosi strutturale?

Le cause di una scoliosi strutturale potrebbero essere varie.

  • Potrebbe trattarsi di una scoliosi idiopatica (origine genetica) e lo sono dal 75 all’85 per cento dei casi di scoliosi strutturale.
  • Potrebbe essere legata a problematiche neuromuscolari come risultato di una lesione superiore o inferiore dei motoneuroni.
  • Potrebbe essere di origine miopatica, a causa di una patologia muscolare.
  • Potrebbe essere causata da microtraumi persistenti a livello delle articolazioni.
  • Oppure potrebbe insorgere in concomitanza di infezioni, tumori, e condizioni infiammatorie che portano alla distruzione delle ossa.

Quali sono i sinomi di una scoliosi strutturale

Con la scoliosi strutturale il paziente non presenta una normale flessibilità, e la flessione laterale diventa asimmetrica. Questo tipo di scoliosi diventa progressiva e la curva non scompare nella flessione anteriore della colonna.

La scoliosi strutturale è comunemente evidenziata nel tratto dorsale o dorso-lombare della colonna vertebrale mentre quando si presenta a livello della colonna cervicale la scoliosi viene chiamata torcicollo. In questo caso potrebbe insorgere in seguito ad una problematica neuromuscolare, o ad un problema congenito (anomalie a livello del muscolo sterno-cleido-occipito-mastoideo) o in concomitanza di mal occlusione dell’articolazione temporomandibolare o in seguito a problemi legati all’orecchio (legati alla colonna cervicale).

Scoliosi non strutturali

Nelle scoliosi non strutturali non c’è deformazione delle ossa e questo tipo di scoliosi non è progressiva. A livello della colonna sono presenti alcuni segmenti vertebrali che hanno una limitazione di movimento ma la flessione laterale è simmetrica. Quando viene effettuata una flessione anteriore, la curva scoliotica scompare. Questo tipo di scoliosi di solito si presenta a livello della colonna cervicale, lombare o dorso lombare.

Da cosa può essere causata una scoliosi non strutturale?

Le scoliosi non strutturali, dette anche scoliosi funzionali o atteggiamenti scoliotici, sono spesso causate da problemi legati alla postura, a irritazione di una radice nervosa, a stati infiammatori, o alle compensazioni che il corpo attua per esempio in caso di una dismetria a livello degli arti inferiori o in seguito a contratture muscolari.

Scoliosi: come riconoscerla?

A questo punto ti starai domandando come capire se ho la scoliosi? Effettuando un esame obiettivo si valuta la presenza di eventuali curve della colonna, la comparsa di “gibbo” a livello dorsale durante il movimento di flessione del tronco, e/o la presenza di asimmetria di bacino, spalle, parte laterale dei fianchi si potrà iniziare a porre il dubbio di un quadro di scoliosi.

Un test che spesso viene utilizzato nella valutazione della colonna è il test di Adams:

Si effettua esaminando la persona senza maglietta e a piedi scalzi.

test di adams
Test di Adams

Lo si invita a flettersi in avanti, tenendo le ginocchia dritte e chinando prima la testa e poi il tronco con le braccia rilassate. In questa posizione si può mettere in evidenza la presenza di un gibbo, vale a dire una sporgenza sulla schiena a destra o sinistra della colonna vertebrale. La presenza del gibbo è l’elemento più determinante e che fa insospettire rispetto alla presenza di una scoliosi. Nel caso in cui fosse un atteggiamento scoliotico, la flessione del busto non evidenzierebbe il gibbo (figure centrali nell’immagine soprastante)

Altri segni rilevabili dell’atteggiamento scoliotico all’esame obiettivo che vengono tenuti in considerazione sono:

  • asimmetrie delle spalle: una è più alta dell’altra;
  • asimmetria delle scapole: una più alta o più sporgente dell’altra oppure sono entrambe troppo sporgenti;
  • evidente alterazione della forma del torace o una eccessiva sporgenza delle costole;
  • asimmetria della parte laterale dei fianchi: uno è più dritto dell’altro
  • asimmetria del bacino: uno dei due lati è più alto;
  • riduzione o accentuazione delle normali curveguardando il soggetto di lato;
  • evidente sbilanciamento lateraledella schiena;
  • evidente asimmetriadi lunghezza delle gambe;
  • presenza di dolore alla schiena.

Un esame radiografico della colonna potrà completare l’analisi della sua morfologia ed in particolare la valutazione radiografica sarà necessaria per calcolare, qualora presente una scoliosi, l’angolo di inclinazione della curva scolioitca (detto ANGOLO DI COBB).

Nella scoliosi si individuano sempre una o due curve principali (o primitive). Alla curva principale si aggiungono poi curve secondarie o “curve di compenso”. La prima si distingue dalle seconde perché è più grave, più fissa, più difficilmente correggibile.

Come curare la scoliosi

Per quanto riguarda gli atteggiamenti scoliotici essi hanno la caratteristica di regredire una volta eliminate le cause che li hanno prodotti e non evolvono verso una scoliosi vera.
La presenza di dolore, la maggior parte delle volte, è legato ad un’alterazione dell’equilibrio osteo-muscolo-articolare ed è qui che l’osteopatia può essere un valido aiuto per ridurre la sintomatologia dolorosa, attraverso un approccio manuale focalizzato a ridare mobilità alle strutture corporee coinvolte, e tramite il Metodo Bertelè ridare lunghezza ed elasticità ai muscoli interessati per permettere alla colonna vertebrale di mantenere o migliorare il grado di mobilità.
È importante sottolineare che nella scoliosi strutturale il trattamento non ha lo scopo di “raddrizzare ciò che è storto” ma di interrompere l’evolutività delle curve.

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